OMAGGIO SU UNA ROTATORIA A BREDENE

Dal 5 marzo 2016, tre ciclisti sono stati omaggiati su una rotatoria sulla Breeweg di Bredene. Si tratta degli dei del ciclismo locale Charles Verkeyn, Oscar Goethals e Marcel Seynaeve. Nell'inaugurare la grande bicicletta posta davanti agli uomini, il sindaco Steve Vandenberghe ha dichiarato:

“Forse un giorno i nostri figli e nipoti non ricorderanno più chi erano questi grandi personaggi, ma hanno fatto conoscere Bredene. Come Comune, dobbiamo prenderci cura del nostro patrimonio culturale. Onoreremo non solo gli sportivi, ma anche i residenti che si sono impegnati in altri modi. Quindi, un monumento per questi tre ciclisti”. Anche per i nostri lettori potrebbero essere nomi meno familiari, ed è per questo che vi presentiamo i tre uomini. Oltre i confini del Paese, hanno dato fama al Belgio. Tutti e tre hanno una loro storia e hanno lasciato un segno nei posteri.

Charles Verkeyn 1897-1973

Il Bredener, ciclista professionista dal 1917 al 1935, partì in nave per l’America nel 1920 per realizzare il suo sogno in pista. Anche se non vinse nessun titolo importante, fu uno dei maggiori guadagnatori del mestiere. Ad esempio, fu il più veloce nella “Ruota d’oro” di Boston (1921), nel Campionato d’America (1923) e nei derby di Boston e New York del 1925. Il “VeloGotha” (edizione 2005) ne detiene ancora i record: Verkeyn, tuttavia, è passato alla storia come l’autore della più lunga gara a inseguimento della storia del ciclismo. Un duello con l’italiano Madena, disputato a Providence (USA) nel 1923. La posta in gioco era di 3.000 dollari. Verkeyn vinse dopo un fantastico duello che si estese, sempre dietro la bicicletta, per ben 127 km. Coprì questa distanza in 1h 46′. Dopo la sua carriera attiva come corridore su pista, fu pacer per 15 anni, vincendo diversi titoli con altri corridori, tra cui Oscar Goethals. Verkeyn non ebbe figli, ma tre colossali coppe, che ricordano i suoi giorni americani, sono ancora conservate presso la famiglia a Bredene. Per la nostra visita, le coppe del 1925 e del 1927 sono esposte ordinatamente su uno sfondo neutro. Ricevette la grande coppa il 5 settembre 1925 dopo aver vinto la 50 miglia alla Vélodrôme di New York. Sono ricordi ciclistici di grande valore museale.

Oscar Goethals 1920-1989

Nel giardino del figlio André a Bredene, ripercorriamo la vita ciclistica di Oscar Goethals con il genero Gilbert. Sul tavolo c’è un libro fitto di foto, ritagli di giornale e quant’altro. Si potrebbe iniziare subito a scrivere una biografia! A 17 anni, corse la sua prima gara nel 1938. L’anno successivo ottenne 19 vittorie, la migliore delle quali fu il campionato non ufficiale del Belgio a Wondelgem. All’inizio del 1940 divenne un soldato e trascorse anche diversi mesi in prigionia in Germania. In seguito, riprese a correre nel 1941. A metà della stagione 1942 passò ai professionisti. Nel suo “In Memoriam”, apparso dopo la sua morte, c’è un bellissimo passaggio: Impressionato dalla sorprendente annata ciclistica di Bredener e dalla bravura con cui affrontava ogni gara, fu giustamente salutato come una promessa di grande levatura dall’esperto di ciclismo per eccellenza, Karel Van Wijnendaele. Ma non furono tutte vittorie. All’inizio del 1943 fu costretto a lavorare in Germania. Dopo un periodo di malattia, tornò a casa completamente indebolito dopo cinque mesi. Dopo la guerra, riprese il filo del discorso. Era presente su strada, in pista e sul campo. Annotò tutti i suoi risultati in un libretto, insieme agli importi guadagnati. È bello rivederlo decenni dopo. Era regolarmente in coppia con Rik Van Steenbergen nelle gare a squadre su pista. Goethals gestiva anche un caffè all’angolo tra Nieuwstraat ed Elisabethlaan. Ciclista amatoriale, morì nell’imbracatura quando si schiantò tra Dutch Sluis e Oostburg il 20 luglio 1989. Il comune di Bredene intende intitolare una strada a Oscar Goethals.

Marcel Seynaeve 1933-2015

La carriera da professionista (1959-1963) fu diversa da quella di un ciclista “normale”. Smise di gareggiare il 1° ottobre di ogni stagione e ricominciò ad allenarsi solo a gennaio. Nel frattempo lavorava nell’edilizia. Seynaeve entra a caratteri cubitali nei libri di storia durante la Vuelta a España del 1961. Il 2 maggio vince la quarta tappa Benifar-Barcellona di 199 km in 4h49’05”. Il 4 maggio diventa leader della classifica dopo la 6ª tappa Tortosa-Valencia. Dopo l’11ª tappa Madrid-Vallodolid, vinta da Arthur De Cabooter, cede la maglia di leader al compagno di squadra André Messelis, che la perde nell’ultima tappa a favore del vincitore assoluto Angelino Soler Romaguera. Seynaeve si è infine classificato 19° a 26’49”. Un anno prima aveva partecipato alla Vuelta come gregario di Frans Demulder, allora vincitore della classifica generale. Nel suo ultimo anno da professionista (1963), corse il suo unico Tour de France, ma si arrese nella 14ª tappa Aurillac-St. Étienne. In quell’anno smette anche di praticare il ciclismo attivo. Dopo essere stato investito da un’auto in bicicletta, subisce un’emorragia cerebrale e muore due anni dopo per le conseguenze dell’incidente. Seynaeve è il fondatore del Royal Veloclub Duinensprinters e del Cycling Club Bredene.

Solo un villaggio, solo tre eroi locali. Il ciclismo è pieno di storie!

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